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Malattie dell’apparato riproduttivo dei gatti

L’apparato riproduttore del gatto è molto delicato e può essere colpito da rischiose malattie che richiedono, solitamente, l’intervento repentino del veterinario. Le malattie dell’apparato riproduttore interessano soprattutto le gatte.

La metrite è un’infiammazione delle pareti dell’utero che si può sviluppare dopo il parto, in seguito ad un’incompleta espulsione della placenta o dei residui fetali.

I sintomi sono vari: vomito, diarrea, febbre, mancanza di appetito, sonno profondo, dolori addominali, perdite vaginali di colore scuro e dal cattivo odore. Solamente il veterinario, attraverso una serie di esami approfonditi (analisi del sangue, radiografia ed ecografie all’addome, esami citologici), potrà darne conferma. Le cure sono solitamente a base di antibiotici ad ampio spettro (il veterinario sceglierà quelli più adeguati alla gatta che allatta i suoi cuccioli) e di prostaglandine, utili a provocare l’espulsione dei residui fetali dall’utero. Nei casi più gravi il veterinario potrà scegliere di sottoporre l’animale ad un intervento di ovarioisterectomia (esportazione di utero e ovaie).

La piometra interessa sempre l’utero ed è un’infiammazione-infezione caratterizzata dalla produzione e dall’accumulo di una grande quantità di pus al suo interno. Colpisce soprattutto le gatte che non hanno avuto gravidanze, che sono state curate con farmaci per eliminare i calori o abortigeni, ed è spesso legata ad infezioni batteriche da Escherichia coli. I sintomi sono diversi: vomito, diarrea, secrezioni purulente di pus, mancanza di appetito, febbre, aumento della minzione. Ecografie, esami di laboratorio e radiografie sono gli strumenti utilizzati dal veterinario per stabilire se la diagnosi è corretta. Le cure saranno a base di antibiotici e di fluidi, ma nella maggior parte dei casi non si potrà evitare l’intervento di ovarioisterectomia.

L’ovarioisterectomia è d’obbligo anche nei casi di torsione uterina. Si manifesta spesso durante la gravidanza: la gatta avrà dolore a livello dell’addome e l’utero sarà ingrossato.

Durante l’allattamento, invece, la gatta può essere affetta da mastite. È un’infiammazione delle ghiandole mammarie: le mammelle sono gonfie, rosse e dure; la gatta sente dolore, pertanto rifiuta di allattare i suoi piccoli; non ha appetito, dorme a lungo e può avere la febbre. Le cure sono a base di antibiotici.

Le mammelle possono essere colpite anche da tumore. I tumori della mammella nei gatti sono molto frequenti, e nel 90% dei casi sono maligni. Se si notano noduli a livello della mammella occorre ricorrere subito al veterinario. Cure farmacologiche non saranno efficaci: occorre di solito intervenire chirurgicamente. Tutte le mammelle colpite dal tumore vengono di solito esportate.

Per evitare che una gatta possa soffrire a causa di malattie dell’apparato riproduttore, è consigliabile optare per la prevenzione (che può in alcuni casi coincidere con la sterilizzazione).

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